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IL PEDIATRA CONSIGLIA: I BAMBINI DEVONO DIVERTIRSI

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Nella nostra società ipertecnologica lo sport rappresenta uno strumento fondamentale che i genitori possono promuovere per favorire un armonioso sviluppo fisico ed emotivo dei loro bambini.

Andando oltre la parte spettacolare, lo sport è un’attività umana che si fonda su valori sociali, educativi e culturali essenziali. È un fattore d’inserimento, partecipazione alla vita sociale, tolleranza, accettazione delle differenze e rispetto delle regole. L’attività sportiva dovrebbe essere accessibile a tutti, nel rispetto delle aspirazioni e delle capacità di ciascuno e nella diversità delle pratiche agonistiche o amatoriali, organizzate o individuali.

Ad esempio, la pratica delle attività fisiche e sportive rappresenta, per i disabili, fisici o mentali, un mezzo privilegiato di sviluppo individuale, di rieducazione, di integrazione sociale e di solidarietà e a tale titolo deve essere incoraggiata.

Per i bambini praticare regolarmente uno sport favorisce la crescita armonica del corpo e lo sviluppo della mente e della personalità.
Lo sport è un’occasione di crescita, una scuola di vita che insegna valori e capacità importanti, di cui far tesoro anche da adulti: la capacità di vivere bene in gruppo, di confrontarsi con le proprie abilità, di capire il rapporto causa-effetto nelle azioni e di prendere decisioni, seguendo le regole, ma pensando liberamente.

Ogni disciplina sportiva, se praticata nello spirito del gioco, è come una battaglia senza nemico: richiede lealtà verso l’avversario, insegna ad affrontare difficoltà e situazioni impreviste, stimola l’esercizio di determinate abilità “intellettuali” (analizzare una situazione e individuare le soluzioni, comprendere i rapporti di causa-effetto ed i meccanismi di svolgimento delle azioni).
E’ innegabile che “occorre pensare mentre si gioca”; formare bambini indipendenti nel pensare e nel decidere rappresenta un obiettivo prioritario. Pensare, decidere e rischiare mentre si gioca permette di sviluppare abilità che risultano importanti non solo nello sport, ma anche nella scuola e nella vita.

Quando iniziare
Il momento giusto per avvicinare un bambino all’attività sportiva dipende dalle sue caratteristiche, sia fisiche (altezza, peso, struttura muscolare), che fisiologiche (capacità di forza,di resistenza, abilità motorie); comunemente questo avviene intorno ai 5 anni di vita e i genitori oggi fanno il possibile per rendere la vita dei propri figli un “incastro” ad immagine della propria. Tra le lezioni settimanali di inglese e di pianoforte, devono obbligatoriamente far uscire, ogni settimana,  le 3 ore di sport che completino “la tabella di attività” dei propri bimbi. Sembra quasi che lo sport sia per alcuni un modo come un altro per tenerli impegnati. Eppure intorno ai 4-6 anni i bambini non hanno bisogno di attività tabellari (seppur utili) per emulare la vita impegnata dei genitori assenti, hanno bisogno invece di conoscere e praticare un’attività sportiva per evitare l’educazione alla sedentarietà e per abituarsi ai benefici che questa comporta: sviluppo dell’apparato scheletrico e muscolare, regolazione del metabolismo, migliore socializzazione. I bambini però, prima dei 7 anni,  non possono già dedicarsi all’agonismo e non si può pretendere di educarli alla competizione, seppur sana. Il bisogno del bambino è invece quello di “condividere” un’ esperienza motoria, meglio se con i coetanei, per prendere confidenza con il proprio corpo e le proprie capacità di movimento e soprattutto quello di “divertirsi”. Di sicuro sarebbe preferibile tra i 4 e i 5 anni avviare i bambini ad uno sport completo, come il nuoto o la ginnastica generica, relegando la scelta di sport più complessi e “traumatici” come calcio o tennis agli anni successivi. È importante all’inizio che la muscolatura si sviluppi in modo armonico. Non possiamo pretendere che il fascino della scherma o del tiro con l’arco pervada anche i nostri bambini! Una volta iniziato uno sport, preferibilmente sotto la guida attenta del pediatra che conosce perfettamente la salute del bambino, il compito di un genitore dovrebbe essere quello di seguire il proprio figlio e capire quanto lo sport praticato lo “diverta”. Deve poi controllare con attenzione la preparazione fisica del bambino e valutare bene l’approccio dell’istruttore, che col tempo assumerà un ruolo sempre più importante.

In collaborazione con www.rivistainforma.it

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