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LAURETTI MATOS (JOMI): IL CORAGGIO DI UNA CAMPIONESSA

“…e Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore” una canzone di De Gregori sintetizza a pieno quello che è successo a Bressanone ieri sera quando Cyrielle Lauretti Matos, che non aveva giocato nemmeno un minuto di quella gara, alla fatidica domanda del tecnico “chi se la sente di tirare dai sette metri”, lei alza la mano, perché i campioni veri sanno assumersi le proprie responsabilità, sanno che per essere dei campioni devono sentirle dentro certe emozioni. Chi le reprime non potrà mai essere un campione, ma solo un atleta che ben presto sarà dimenticato da tutti.
Un campione sa gestire ansie ed emozioni perché solo così possono effettuare al meglio il gesto tecnico che vanno ad eseguire.
E un campione vero di queste emozioni ne proverà tante durante la carriera.
E vi assicuro, per chi ha avuto il piacere di provarle, non è certo semplice. Sapere che quel tiro possa compromettere la gara, sacrifici fatti, quel pallone sappiatelo tutti pesa come un macigno.
Lei col fare spensierato di una diciannovenne, già matura per la sua età, ha deciso di provare, perché chi non prova non può sbagliare. Al campione non piace restare fuori dalla contesa, vorrebbe sempre essere protagonista fino all’ultimo respiro.
Nella storia ci sono tanti campioni che si sono rifiutati di calciare anzi, continuando ad utilizzare De Gregori direi: “un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”.
Ebbene, lei di coraggio ne ha avuto da vendere.

Cyrielle Lauretti Matos  consolata dalle compagne a fine gara

Cyrielle Lauretti Matos consolata dalle compagne a fine gara


E questo lo hanno percepito le loro compagne di squadra che l’hanno subito abbracciata, consolata. Mister Cardaci ha dichiarato a fine gara di averle, paternamente, fatto una carezza, ecco questa per te è la nostra carezza Cyrielle Lauretti Matos per augurarti di tirarne tanti altri di rigori decisivi, di non mollare, di non aver paura perché, quella maledetta, può giocare brutti scherzi. Alza ancora la mano e dici ancora a gran voce: “Mister vado io a tirare dai 7 metri, perché la Matos è una campionessa vera”.
E’ sappi che il pianto è solo un comportamento evolutivo della persona e non un sintomo di debolezza. Anzi piangi ancora per qualche ora se è necessario, ma ricordati che alla prossima opportunità sarai pronta a scagliare quel macigno a qualche centimetro più in basso dall’angolo che hai scelto di mirare.
Forza Cyrielle il tempo è con te… e questa storia “Il Bello dello Sport” la racconterà ancora una volta (tra qualche settimana, si spera) quando sarai allegra a festeggiare una meritata vittoria.

Cyrielle Lauretti Matos al tiro dai sette metri nella finale di Coppa Italia

Cyrielle Lauretti Matos al tiro dai sette metri nella finale di Coppa Italia

foto Isabella Gandolfi per FIGH

alfonso.pierro@libero.it

“A volte un vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato” 
(Nelson Mandela).