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“IL LAVORO NEL MONDO DELLO SPORT BUSINESS”: LE ECCELLENZE DEL BASKET CAMPANO AD UNISA

colace crow ranuzzi

Ieri mattina, presso l’Aula “G. De Rosa” (edificio D2, ex Facoltà di Scienze Politiche) dell’Università degli Studi di Salerno si è tenuto l’incontro “Il lavoro nel mondo dello sport business” organizzato dal Servizio Placement di Ateneo.

Dopo i saluti istituzionali del Delegato al Placement, Francesco Colace (nella foto in evidenza con i cestisti della Givova Scafati Crow e Ranuzzi), sono intervenuti Nicola Alberani (Direttore Sportivo della Sidigas Scandone Avellino), Gino Guastaferro (General Manager della Givova Scafati) che, moderati dal giornalista de Il Mattino Giovanni La Rosa, si sono focalizzati sulle opportunità professionali connesse al mondo dello sport business.

Presenti anche Maria Picariello (Responsabile delle Relazioni Esterne della Sidigas Scandone Avellino), Mariagrazia Coppola (Responsabile Marketing della Givova Scafati).

Queste le parole di Alberani: “Ho 42 anni e sto attualmente vivendo la terza stagione sportiva ad Avellino, dopo esperienze pregresse a Roma e Forlì, mia città natale. Lo sport in Italia è un po’ un’azienda a perdere, a differenza di ciò che accade ad esempio in America, laddove, attraverso le franchigie della NBA si crea un cospicuo giro economico, nell’ordine dei miliardi di euro. Nel nostro piccolo, la pallacanestro si sostiene grazie al mecenatismo di imprenditori solidi e con tanta passione. L’importante è fare quadrare tutto e tra mille sforzi ci impegniamo affinché tutto si verifichi. Sono laureato in economia, ho fatto due anni di master in Svizzera e contavo di diventare direttore d’albergo. Invece gli eventi della vita mi hanno fatto virare totalmente da un punto di vista lavorativo. Dai 14 anni in poi studio le caratteristiche tecniche dei vari giocatori e questa mia passione è divenuta strada facendo un vero e proprio lavoro. Guardo tantissime partite al giorno per aggiornarmi e credetemi che ciò richiede immensi sacrifici. Un tempo la laurea rappresentava un punto di arrivo nella crescita formativa di una persona, mentre ora costituisce un punto di partenza poiché rappresenta il primo step di un percorso più lungo. Gli studi ti permettono di impegnarti affinché vi sia una forma mentis atta a vivere con maggiore apertura gli eventi della vita. Naturalmente le nostre fortune risultano sempre legate all’esito degli eventi sportivi: una palla che va a canestro o meno può determinare gli esiti delle sfide. Personalmente ritengo sia di fondamentale importanza riuscire a coltivare le proprie passioni, investendo sul proprio futuro e capendo di volta in volta per cosa si è effettivamente disposti a sacrificare il proprio tempo. MI è capitato di provare a fare il procuratore sportivo per un paio di anni, ma nonostante ad un procuratore spetti il 10% dell’ingaggio dell’assistito, ho deciso di abdicare. Il mio mestiere è, poi, anche quello di coadiuvare la società nella gestione delle fake news: è capitato che un giornalista abbia parlato di una presunta squalifica per doping a carico di un nostro tesserato. La notizia si è, poi, rivelata falsa”.

Guastaferro si è, così, espresso: “Ho 55 anni e sono laureato in architettura. Appartengo alla schiera di quelli che come il mio collega Alberoni si sono ritrovati nella vita ad intraprendere un percorso diverso da quello preventivato. Abbiamo anche noi la fortuna di poter contare sull’appoggio di una proprietà solida, il cui presidente Longobardi, attraverso i proventi derivanti dall’industria conserviera, quotidianamente investe per garantire un futuro roseo al club. Personalmente ritengo che lo sport debba avere un valore catartico e didascalico, risultando foriero di messaggi positivi e dedito alla trasmissione di valori sani. Attraverso lo sport vengono delegate al corpo le migliori virtù umane ed allo stesso modo dovrete adoperarvi nel mondo lavorativo nel quale vi auguro di entrare presto: bisogna lavorare sulla propria personalità, rivelandosi aperti mentalmente e disponibili ad essere dinamici. Lo sport è sinonimo di passione ed abnegazione, ma determina grosse spese per le società che intendono praticarlo a certi livelli. In tale direzione devono concentrarsi i nostri sforzi quotidiani, atti a far quadrare i bilanci nell’ambito di un panorama nel quale gli introiti non sono neanche minimamente paragonabili al calcio, sport principe nel nostro paese e capace di monopolizzare tutto. La bravura delle società cestistiche deve risiedere nella capacità di fare quadrato con le leghe d’appartenenza, promuovendo iniziative come quella della visione in pay per view delle partite attraverso le nuove frontiere della comunicazione. Dobbiamo far ritornare il basket ad avere la visibilità di un tempo, rimarcando l’importanza delle varie professionalità costituenti gli organigrammi societari”.

Inevitabilmente il mondo dello sport si intreccia con la comunicazione e con i media. A parlarne sono stati i responsabili dell’area marketing e comunicazione delle squadre di Basket di Scafati ed Avellino. Questo l’intervento di Mariagrazia Coppola, addetta alla comunicazione dello Scafati Basket: “Fidelizzare gli sponsor è importante ancor prima dei fan perché sono loro che danno la possibilità di andare avanti. Non solo grandi sponsor, ma anche sponsor locali che dettano sinergia con il territorio che a sua volta ti porta ad avere interesse e altri tifosi. Trattasi di una rete di relazioni fondamentale per noi e per loro. I tifosi ci chiedevano di indossare qualcosa di nostro e per questo é partito il merchandising. Poi ci sono i social che ci permettono di interagire ogni giorno con loro ed aggiornarli passo dopo passo”.

A queste parole ha replicato Maria Picariello, appartenente all’area Comunicazione dell’Avellino Basket, concentrandosi particolarmente su come si gestisce un evento sportivo: “Il mondo del lavoro chiede a noi persone multitasking. Effettivamente la giornata della gara è la costruzione di un vero e proprio evento. Persone che girano intorno per la buona riuscita del match. Il pubblico vede solo i giocatori in campo, ma c’è un mondo alle spalle di tutto questo. Per iniziare c’è da vagliare la lista accrediti, il responsabile statistiche che inizia con il montare schermi e PC, c’è l’ufficio comunicazione che dirige il tutto, le cheerleader per decidere la scaletta. Questo è solo quello che si fa il giorno stesso della gara: è un’intera squadra che si muove. Noi quest’anno abbiamo un player che ci permette di essere trasmessi in diretta: un apporto fondamentale alla nostra immagine e ai nostri interessi. Importante una comunicazione lineare per cercare di svincolarsi dall’entusiasmo o dal rancore dei risultati. Quando io ho iniziato a lavorare, non esistevano i social. Questi ci servono come il pane per poter andare avanti e creare un’affezione con il pubblico. Noi ci siamo affidati ad una azienda grafica esterna per soddisfare anche le richieste della lega di essere sul pezzo. C’è bisogno di professionisti e specialisti, persone che sappiano gestire al meglio la mole di lavoro”.

Infine la parola è passata ai due cestisti della Givova Scafati.

Nicholas Crow: “È motivo di orgoglio essere qui, sicuramente parlare di sport all’Università è una cosa molto bella ed essere chiamati come esempi è una soddisfazione. Il basket è uno sport minore ma abbiamo comunque una vita agiata: spendiamo meno rispetto i calciatori che guadagnano milioni, ma sicuramente siamo privilegiati rispetto un operaio che lavora in fabbrica. Quindi sotto questo punto di vista è un lavoro e siamo contentissimi di poter guadagnarci da vivere facendo quello che ci piace di più al mondo. Un po’ come tutto in Italia, ci sarebbero tante cose da migliorare: però essenzialmente sembra che il campionato stia prendendo una strada percorribile. Ad oggi la Nazionale non ha fatto grandi cose, ma in generale rispetto qualche anno fa si stia prendendo la strada giusta. Per il post carriera sono già attivo a livello finanziario. La pallacanestro ti dà la possibilità economica di investire e, se ci pensi per tempo, rie tranquillamente a creare un dopo carriera senza nessun tipo di problema”

Alex Ranuzzi: “L’università è polo della novità ed è fonte di rinnovamento della società, quindi è un motivo di orgoglio in più essere chiamati in questo ambiente per questa occasione. Questo è il nostro stile di vita fin da quando siamo piccoli, quindi lo abbiamo nel DNA già da prima che nascessimo. Quello che ci spinge ad andare avanti è il nostro impegno, le nostre doti e la nostra dedizione al lavoro, perché ricordiamo per noi è ormai diventato anche un lavoro, non più un’attività elettiva da fare nel tempo libero, ma un’attività che ci dà anche sostentamento. Ma ovviamente l’amore per il gioco e i sacrifici è quello che ci spinge in prima linea tutti i giorni. C’è stato nel nostro campionato una volontà di rialzarsi post crisi, però il movimento sta pagando le non riforme che non ha attuato nei periodi difficili. Per il post carriera penso ad una professione in questo mondo. Sto studiando per questo”.

A tutti i partecipanti è stata data la possibilità di assistere alla prossima partita della Sidigas Avellino al Pala Del Mauro per la “Basketball Champions League” contro la Telekom Baskets Bonn, usufruendo di uno sconto del 70% sul costo del biglietto per i settori “Tribuna Montevergine” e “Curva Nord”.

Si ringrazia per la collaborazione Antonio Sica

Ho conseguito la maturità classica presso il Liceo De Sanctis e sono un laureando in ingegneria elettronica. Giornalista pubblicista dal 26 novembre 2015