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Primo Premio BdS: il significato dell’evento

l Bello dello Sport, con questo Primo Premio, ha voluto festeggiare i primi due anni di attività della testata: un evento auto-celebrativo, se vogliamo, benchè rivolto ai propri lettori ed a chi sostiene i valori più nobili dello sport, scevri da interessi economici e volti all’etica decubertiana.

La redazione ha scelto di pubblicare un calendario, cui ho avuto l’onore di contribuire con alcune mie immagini, con il medesimo intento: ad ogni mese un’immagine significativa, emozionante e vera che trasmetta un messaggio sportivo positivo, un traguardo raggiunto, un gesto di fair-play, un’azione suggestiva, un’esibizione espressiva o prestazione di alto livello agonistico. Il tutto accompagnato da citazioni illustri, sapientemente abbinate.

Ad esporre le proprie immagini vengono chiamate le autrici, elegantemente introdotte e moderate dalla presentatrice della serata Giovanna di Giorgio: ecco che mi affianco a Vesna Benkovic, una donna che ha fatto dello sport della pallamano il suo stile di vita ed ora si dedica alla fotografia con uno stile molto concettuale, personale e pregno del proprio vissuto. E’ un vero piacere essere su un palco con queste due donne formidabili, ma non è finita qui.

Giovanna di Giorgio

Giovanna di Giorgio

Isabella Gandolfi e Vesna Benkovic

Isabella Gandolfi e Vesna Benkovic

Dopo la presentazione del calendario al pubblico, è la volta dei premiati dal BdS per gesta particolari: Luca Zavatti e Gianni Sasso, atleti paralimpici appartenenti a quella Nazionale che si è qualificata ai mondiali di calcio, la Squadra Nazionale di Calcio Amputati. La loro formazione muove da un primo passo degno di essere ricordato: il sogno di un ragazzo amputato, col desiderio di poter giocare a calcio come i suoi coetanei. Per allenarsi si muovono in tutta la penisola, superando più barriere di quante si possa mai immaginare: andare in Messico per loro è il giusto prosieguo di una bella storia di vita e di sport.

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A loro succede sul palco il tecnico Pierluigi Lubrano, cagliaritano, che ha deciso di non avvantaggiarsi dell’inferiorità numerica della squadra avversaria, presentatasi solo con 9 elementi alla partita in categoria giovanile, bensì di scendere in campo a pari quantità permettendo a tutti di giocare. Fortunatamente l’incontro è finito 3 pari, consentendogli di non doversi giustificare coi genitori.

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Pari naturalezza anche dal giovane campione di nuoto paralimpico Valerio Catoia: ha salvato una bambina che stava annegando in mare, e semplicemente ha pensato “vedevo che andava giù”… lui, allenato al salvataggio con manichino ha pensato di mettere in pratica ciò che gli è stato insegnato.

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Di questo evento mi rimarrà la sensazione di grandiosa semplicità con cui persone comuni si sono trasformate in super eroi, paladini di valori tanto basilari quanto trascurati come il diritto a trasformare i propri sogni in realtà, l’applicazione del fair-play fra ragazzini, il salvataggio in mare da parte di chi è competente ed allenato, anche se solo con manichini ed in categoria parallela a quella dei “normodotati”.

Siamo tutti diversi e tutti detentori dello stesso diritto d’opinione, come ci ha ricordato Jolanda De Rienzo, che non ci sta ad essere trascurata nella sua competenza di giornalista sportivo/calcistica solo perchè bellissima ed avvenente donna.

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Tutto questo è il Bello dello Sport: ricordare la presenza di regole, diritti e valori, in qualsiasi sport, di qualsivoglia categoria.

la redazione

isabellagandolfipics@gmail.com

Donna, moglie, mamma, fotografa (non sempre in quest'ordine). Maturità scientifica e laurea in filosofia (con tesi in bioetica). Ama incuriosirsi, imparare, conoscere. Ama ciò che fa.