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SASSARINI (Entella): “Il Viareggio è una grossa opportunità per noi. Il nostro settore giovanile è il top”

 

 

L’Entella è una delle più belle realtà del panorama giovanile italiano. Dopo aver centrato la finale di Coppa Italia e l’eliminazione nella fase finale della poule scudetto nel corso della passata stagione, quest’anno la formazione Primavera sta proseguendo il suo lavoro sulla falsariga di quanto seminato nella passata stagione. Abbiamo intervistato mister David Sassarini per parlare con lui della partecipazione al torneo di Viareggio, ma non solo.

Siete inseriti nel girone con Empoli, Livorno e Rappresentativa di serie D: con che spirito affronterete il Viareggio?

“Con l’atteggiamento di una squadra che giocherà senza pressioni. Non dovevamo prendervi parte, vediamo questa partecipazione come una grossa opportunità e siamo contenti di averla colta al volo. Non ci poniamo obiettivi particolari, vivremo alla giornata, partita dopo partita. Conosco molto bene l’Empoli, avendolo affrontato in campionato recentemente: è una squadra molto ben organizzata e con valori importanti”.

Quali squadre italiane possono fungere da outsider in questo torneo di Viareggio?

“Empoli, Spezia e spero proprio noi”.

Undicesimo posto in classifica: soddisfatti o rammaricati?

“Personalmente ritengo che i risultati non abbiano un aspetto prioritario nel settore giovanile. Piuttosto va data grossa importanza all’aspetto didattico: bisogna insegnare loro come stare in campo e come giocare, affinché possano magari riuscire a fare il salto in prima squadra. Forse la nostra posizione in classifica non rispecchia a pieno i punti che avremmo meritato per quanto espresso, ma in ogni gara gli episodi incidono in maniera rilevante”.

Qual è il segreto che si cela dietro i successi del settore giovanile della vostra società?

“I risultati non arrivano per caso. Il nostro settore giovanile è il top. Lungimiranza, organizzazione e rete scouting efficiente costituiscono tre pilastri del modus operandi del nostro club. Tutte le formazioni del settore giovanile giocano col 4-3-1-2, come la prima squadra. Mi sembra, però riduttivo parlare solo del mero aspetto numerico perché in corso d’opera siamo soliti variare le posizioni degli interpreti in campo in maniera funzionale alla gara da disputare ed all’avversario affrontato. L’interesse della società è quello di riuscire a far sì che i ragazzi riescano magari ad entrare nel mondo del professionismo, usando la prima squadra come trampolino di lancio importante. È successo con Di Paola e Havlena, quest’ultimo recentemente infortunatosi nuovamente al crociato. Stiamo facendo lo stesso con Petrovic, Casagrande e altri”.

Qual è la sua filosofia di calcio e come si trova ad allenare nel settore giovanile?

“Mi sono calato nuovamente in questa dimensione dopo quindici anni e sono felice di questa esperienza, consapevole delle grandi diversità rispetto al mondo dei grandi. Personalmente sono un trainer a cui piace costruire e non distruggere, giungendo possibilmente al risultato attraverso la prestazione, senza economizzare un eventuale vantaggio acquisito. Nel corso di 24 anni di carriera mi sono fatto la mia idea di calcio e la perseguo, cercando di mostrare un calcio propositivo. Non mi piacciono le scorrettezze”.

Fonte foto: www.entella.it

Ho conseguito la maturità classica presso il Liceo De Sanctis e sono un laureando in ingegneria elettronica. Giornalista pubblicista dal 26 novembre 2015