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Calcio caos: il sogno dei ragazzi del Novara infranto da un cavillo burocratico?

Uno dei nostri obiettivi è quello di far crescere i più giovani e fare in modo che possano diventare i campioni del futuro. Possibilmente arrivando ad indossare la maglia della Nazionale. Proprio per questo esortiamo i presidenti delle società di serie B a non dimenticare mai che la cadetteria è fucina di talenti e che i vivai rappresentano il presente ed il futuro“. Quante volte, ad inizio stagione, i rappresentanti federali presentano in questi termini l’inizio del nuovo campionato, promesse che sembrano essere totalmente demagogiche rispetto a normative vigenti che gli stessi addetti ai lavori hanno definito obsolete ed assolutamente da cambiare in tempi brevi in nome di quella riforma a 360° annunciata da anni, ma mai effettivamente realizzata. Ci siamo soffermati qualche tempo fa sullo strano caso del Novara, società da sempre attenta al settore giovanile, molto organizzata sul piano delle strutture, capace di investire risorse ingenti per allenatori qualificati e per una fitta rete di osservatori che gira l’Italia a caccia di talenti, ma che rischia di veder vanificati gli sforzi e i successi della stagione passata a causa di un cavillo burocratico che potrebbe infrangere il sogno non solo della stessa proprietà (che a quel punto potrebbe sentirsi meno incentivata a spendere tempo e soldi), ma anche di quel gruppo di ragazzi che, partita dopo partita, ha dimostrato sul campo di essere il più forte battendo tanti record e vincendo innumerevoli gare anche a cospetto di avversari di un certo blasone.

La promozione in Primavera 1, purtroppo, cozza con la retrocessione della prima squadra in Lega Pro: in questo caso il regolamento vieterebbe al Novara Primavera di confrontarsi con i più grandi, con quelle società di altissimo livello che permetterebbero a questi ragazzi di giocare in strutture all’avanguardia e di confrontarsi con talenti che magari hanno già esordito in serie A e che potrebbero insegnare tanto e sotto tutti i punti di vista. “Solo il ripescaggio del Novara in B ci consentirebbe di iscrivere la formazione Primavera al campionato maggiore. Viceversa la normativa è chiara e bisogna rispettarla” fanno sapere dalla Lega b, tutto mentre in Piemonte si attende con ansia e fiducia l’esito del ricorso che, se nuovamente accolto, permetterebbe ai biancazzurri di tornare in cadetteria dopo un’annata da dimenticare seppur dalla porta secondaria. In un calcio sempre più malato, con pochi club che investono sui vivai e con tante realtà che falliscono perchè spendono tanto e male, sarebbe davvero un controsenso clamoroso penalizzare ragazzi che, sul campo e senza l’aiuto di nessuno, hanno vinto e meritano la vetrina nazionale del campionato Primavera 1. Nella riforma annunciata, ma che tarda a partire sarebbe quanto mai doveroso scindere i risultati della prima squadra con quelli delle formazioni giovanili: immaginate cosa sarebbe accaduto e quanto sarebbe stato falsato il campionato se il Novara Primavera, leggendo la classifica dei “grandi”, inconsciamente fosse sceso in campo con minor ardore agonistico e senza stimoli. E invece è arrivata l’ora di far prevalere il criterio di meritocrazia e di rendere protagonisti quei calciatori che hanno dimostrato per davvero di essere i più forti. Viceversa sarebbe l’ennesima vicenda complessa e mal gestita di un’estate mai così torrida per il calcio italiano e che ha vissuto tante situazioni grottesche ed estremamente controverse.

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