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Il fermento del tennis amatoriale

Da un po’ di tempo il tennis amatoriale salernitano è in gran fermento. Una ritrovata passione per questo sport semplice da organizzare e praticabile fino ad età avanzata sta spingendo su tutti i campi della città numerosi amatori della racchetta, che in partite di doppio o in singolare sfidano anche le avverse condizioni meteo pur di giocare avvincenti match di tennis.

Le strutture sportive oltre agli spazi offrono sempre più spesso anche organizzazioni di tornei amatoriali che invogliano alla partecipazione con formule di volta in volta migliorate e adatte ad ogni livello di abilità, quindi praticabili da chiunque, aprendo positivamente il tennis verso una nuova forma di agonismo.
Se c’è infatti un elemento comune in tutti questi tornei è l’assoluta correttezza durante le partite che, svuotate dalle esasperate ambizioni tipiche dei tornei “ufficiali”, puntano esclusivamente alla passione e al divertimento dei giocatori, centrando perfettamente l’obiettivo di coniugare attività motoria e benessere anche grazie alla ottimizzazione delle agende di ognuno, calibrate sulle esigenze di tempo, lavoro casa e famiglia, per gestire al meglio e senza pressioni  il momento tennistico.
Il Fiore Club, ad esempio, ormai da anni è un appuntamento fisso per tutti gli appassionati con il torneo di singolare maschile, che vede incrociare le racchette tutto l’inverno nella importante struttura di Sardone. Alla Sequoia, invece, è partito all’inizio del mese di novembre un bel torneo di doppio femminile con undici coppie e 22 giocatrici che in girone unico all’italiana si sfidano per determinare una sezione play off, con le quattro dal miglior punteggio in gara per le semifinali e poi in finale per l’ambita vittoria. Anche il CUS-Tennis, guidato dal M° Alfredo Trucillo, propone a studenti, docenti e personale ammininstrativo del Campus universitario un torneo aperto agli esterni purché tesserati, raggiungendo numeri davvero impressionanti: l’edizione 2017, iniziata a Gennaio e terminata nel mese di Luglio, ha contato la partecipazione di oltre 130 tennisti amatori puntualmente “gestiti” nei vari gruppi Whatsapp dal pazientissimo Pasquale Gibboni, divenuto oramai esperto front-office oltre che bravo giocatore.

In tale quadro, il Dopolavoro Ferroviario si è inserito alla grande diventando un bell’epicentro di attività tennistica amatoriale, soprattutto con la recente organizzazione di un torneo a squadre che si concluderà entro le vacanze di Natale, molto seguito da tutti gli appassionati della racchetta. La formula adottata dal responsabile di settore, Felice Pisapia, è infatti nuova e accattivante innanzitutto per il coinvolgimento sinergico di giocatori appartenenti a circoli diversi; altra caratteristica è quella di essere “itinerante” poiché si svolge in più strutture (Dopolavoro, Sequoia e Le Querce); inoltre, anche le abilità tennistiche sono molto variegate tra loro in una formula azzeccatissima nella quale otto squadre con altrettanti giocatori si sfidano in tre turni all’italiana per poi accedere ai playoff. Infine – qualità di primissimo rilievo – ha un range anagrafico molto ampio perché vede la partecipazione di tennisti da 20 fino a 70 anni.
Coinvolti in questa bella iniziativa atleti di qualità come Luigi Rossi, Mirko Bovi e Italo Notarfrancesco, numerosi giocatori di terza categoria oltre a Sergio Alfinito e Giovanna Tortorella in rappresentanza dei Maestri salernitani. La rosa dei partecipanti è arricchita poi da Alfonso “Mister” Pepe, attuale allenatore dell’Ebolitana, Carlo Fimiani, chitarrista di caratura internazionale, ed altri professionisti molto conosciuti nell’ambiente come Ermanno Guerra, Giuseppe Calabrò e Pietro Dini, tutti uniti dalla grande passione per il tennis.

Un cocktail ben equilibrato, quindi, che ha reso i primi due turni sino ad oggi disputati altrettanto ben bilanciati, con il terzo e decisivo iniziato proprio in questo weekend dagli esiti finali molto incerti e per questo più interessanti.

Inutile aggiungere che i vari gruppi delle chat ribollono di messaggi, selfie, tabelloni e calendari creando un fiume ininterrotto di comunicazione, informazione ed ironia mista a sfottò che fa solo bene a tutto il movimento tennistico, movimento che “Il Bello dello sport” seguirà con la dovuta attenzione anche per individuare le tanto attese  nuove leve, visto che ancora oggi, purtroppo, siamo alla ricerca di un nuovo campione, soprattutto maschile, che sia in grado di riportare alla ribalta internazionale il tennis italiano e far ri-esplodere la passione in tutti i circoli come accadde alla fine dei ’70 con le oramai lontanissime vittorie di Adriano Panatta.

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