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IL RISPETTO E LA SOLIDARIETA’: IL CODICE D’ONORE DEGLI ULTRAS

Il mondo ultras viene sempre stigmatizzato e, spesso ricordato come il male di questa società. Invece, forse, nonostante alcuni comportamenti non certo “ortodossi” resta l’unico “mondo” che ha ancora dei valori veri come il rispetto e la solidarietà.
Le curve d’Italia spesso sono al centro dell’attenzione dei media per le loro iniziative a favore di chi soffre e in prima linea quando è necessario aiutare una popolazione tormentata da terremoti o alluvioni.
Questa la solidarietà.
Quando vedi uno striscione (nella foto) nella curva Sud Siberiano sostenere il dolore degli ultras della Fiorentina pensi che questi ragazzi hanno un rispetto per il dolore e per i componenti di questo mondo che è quasi simile al codice della cavalleria utilizzato nel medio – evo che così recitava nella sua prefazione:
Un Cavaliere è devoto al valore
il suo cuore conosce solo la virtù
la sua spada difende i bisognosi
la sua forza sostiene i deboli
le sue parole dicono solo verità
la sua ira si abbatte sui malvagi

In sintesi, “Il bello dello Sport” pensa questo di quel gesto dell’Arechi, ha rivisto in quelle parole un cuore virtuoso, una spada che si leva in cielo per onorare un “cavaliere” ed una forza e coraggio senza pari.
LO STRISCIONE RECITAVA:
“La curva Sud Siberiano è vicina alla Firenze ultras”. Ecco il perché di quelle parole?
Tra le due tifoserie non corre buon sangue. L’episodio clou che le ha allontanate (non è che si siano incontrate spesso negli ultimi anni… anzi) risale alla gara tra Fiorentina e Grassopers che si giocò in campo neutro a Salerno.
Erano i sedicesimi di Coppa Uefa. Dopo il 2-0 in Svizzera firmato Batistuta e Robbiati, al ritorno si giocò sul campo neutro di Salerno, a causa di una squalifica per oggetti lanciati in campo al Franchi.
In vantaggio per 2-1, a fine primo tempo i tifosi della Salernitana lanciarono una bomba carta in campo ferendo il quarto uomo. Al Grasshoppers, dunque, fu data la vittoria a tavolino per 3-0.
Durante il campionato, infatti, i tifosi delle due compagine si erano scontrati (pre partita durante la gara di andata al Franchi in serie A, scontri che cominciarono già dalla stazione di Campo Marte) accendendo la rivalità culminata poi con il lancio della bomba carta, diretto ai giocatori di Trapattoni, che invece colpì il belga Philippe Flament, quarto uomo, ferendolo al ginocchio destro.
Martedì 25 aprile, invece appare lo striscione citato e questo per onorare la scomparsa prematura di un tifoso viola: Marco Ficini investito da un’automobile fuori allo stadio “Da Luz” di Lisbona. Marco Ficini, 41 anni, stava scappando via dagli scontri tra due gruppi ultras alla vigilia della partita tra Sporting Lisbona – squadra con cui i viola sono gemellati – e Benfica. L’uomo era nella città con un gruppo di quattro amici per assistere al match di Primeira Liga del 22 aprile e si sarebbe trovato accidentalmente in mezzo ai violenti. Ficini è stato travolto da una vettura che si allontanava dal luogo degli scontri. Soccorso sul posto dai sanitari, è deceduto in ospedale per le gravi lesioni riportate.
Il suo corpo è stato abbandonato in strada dalle opposte tifoserie, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Del caso si occupa la polizia giudiziaria di Lisbona, che ha aperto un’indagine per omicidio.
Ficini era iscritto a uno dei più antichi viola club, il 7Bello.

“A volte un vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato” 
(Nelson Mandela).

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