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La poetica del fanciullino vive nelle giocate di Thomas Bonandi

Un talento naturale, tutto sinistro, un numero 10 che fa innamorare il pubblico. Piccolo di statura, rapido nei dribbling, salta facilmente l’avversario. Si ispira a Messi, suo idolo. In campo può coprire tutti i ruoli del fronte offensivo, sia come trequartista, come seconda punta ma anche come esterno d’attacco a destra che rientra sul piede mancino. Thomas Bonandi, classe 1989, cresce calcisticamente nelle giovanili del Cesena fino alla Primavera, allora allenata dall’ex attaccante di Serie A Pino Lorenzo. Aveva già assaporato il calcio dei grandi, l’aria della prima squadra, con cui spesso svolgeva gli allenamenti chiamato dal tecnico Fabrizio Castori. Un brutto infortunio ai legamenti della caviglia segna uno stop inaspettato alla sua giovane carriera: “Dopo il grave infortunio vengo operato in una clinica di Cesena, ma i medici sbagliano l’intervento”. Starà fermo ai box per due anni, vuole smettere di giocare: “Purtroppo nelle squadre professionistiche sei solo un numero e quando ti fai male diventa un problema, non ti aspettano”, la sua amara confessione. Nel frattempo decide di farsi operare nuovamente, ma questa volta è lui stesso a scegliere lo staff medico che deve rimettergli in sesto la caviglia. Quando oramai aveva detto addio al calcio, ecco che all’improvviso arriva la chiamata della Sammaurese, una squadra che allora militava in prima categoria. Correva l’anno 2009, Thomas decide di ripartire con rinnovato entusiasmo:”Mi lancio in questa nuova avventura, senza guardare al blasone e con il solo obiettivo di divertimi”. Proprio nel paese che ha dato i natali a Giovanni Pascoli, Thomas scopre ‘il fanciullino che è dentro di noi’, quel fanciullo perpetuamente capace di stupore e di curiosità alla scoperta ogni volta di qualcosa di nuovo. Con la Sammaurese si diverte e fa divertire, segna e vince. Arriva fino all’Eccellenza, dove in una stagione realizza 16 gol, si procura ben 12 rigori senza calciarne uno. Le sue prodezze non passano inosservate e dopo quattro anni in terra di Romagna la Reggiana, militante in serie C1, scommette su di lui: “E’ vero, avevo firmato un contratto di tre anni con la Reggiana, ma è durato pochissimo. Non mi sono trovato bene e durante il ritiro ho deciso di lasciare la squadra e ho rescisso per una scelta personale”. A Reggio Emilia l’esperienza dura poco, preferisce ritornare a giocare con la Sammaurese che gli affida anche la fascia di capitano. Qui completa la scalata ai vertici del calcio semiprofessionistico, conquistando la Serie D.
Nelle scorse settimane, durante il derby vinto contro il Forlì, Thomas Bonandi ha realizzato un gol da antologia, una prodezza balistica di pregevole fattura. Ecco il suo racconto: “Abbiamo preparato lo schema in allenamento, correvo all’indietro sulla sponda di un mio compagno di squadra e l’unico modo per colpire quella palla era fare un’acrobazia in rovesciata. E’ stato un gesto istintivo, una casualità. Non mi era mai capito di fare un gol in rovesciata, il più bello della mia carriera”. Un gol che Thomas dedica all’amico Mattia Piscaglia, massaggiatore della squadra juniores morto qualche giorno prima della gara contro il Forlì, per un arresto cardiaco a soli 22 anni: “C’è stato sicuramente il suo zampino in quel gol, Mattia mi ha dato una mano, mi ha aiutato a realizzare quella prodezza”. 

#UnGolPazzesco: Thomas Bonandi (Sammaurese, Serie D)

Ma che vi siete messi in testa??? 😱😱😱Dopo il fantastico gol di Fabio Longo ci arriva un'altra super rovesciata, questa volta firmata dal capitano della Sammaurese Calcio (Serie D) Thomas Bonandi 🔥⚽️#UnGolPazzesco

Pubblicato da Lega Nazionale Dilettanti su Mercoledì 21 novembre 2018

Ma cosa ci sarà nel suo futuro, magari un salto nei professionisti? “Non ho mai avuto e non ho mai voluto un procuratore, anche ai tempi dell’accordo con la Reggiana sono venuti i rappresentanti della società a San Mauro a chiedermi di andare a Reggio Emilia. Non sono una persona che si propone per strappare un contratto, se poi una squadra mi vuole mi contatta e una chiacchierata non si nega a nessuno. Io gioco solo per divertirmi”. 

Ma intanto l’enfant prodige Thomas ha ancora voglia di correre, divertirsi, stupirsi e stupire, proprio come un…fanciullino.

Fonte foto Fabio Blaco – Corriere di Romagna

 

 

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