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L’intervista ad Elena Lunardi: la storia di un arbitro salvato da una giocatrice della Ternana.

“È stata una situazione tremenda, mi sono alzata subito in piedi per far capire lo stato di emergenza nel quale mi trovavo e nonostante gli altri due colleghi battevano forte con la loro mano sulla mia schiena non riuscivo a liberarmi di questo pezzo di carne; io ero assolutamente incapace di fare qualunque cosa e non riuscivo a respirare, invocavo solamente aiuto” è questa la descrizione ai nostri microfoni dell’arbitro di calcio a 5 Elena Lunardi di quanto vissuto alcune settimane fa.

Continua il racconto: “Una volta terminata una tranquilla e pacifica gara decisi insieme all’osservatore di andare a mangiare a Terni e di fare il colloquio post partita con un aperitivo poi completato con una cena a base di carne; una volta arrivata la bistecca, dopo averla tagliata mi misi un primo pezzo in bocca; ricordo che qualcuno mi fece ridere e questo pezzo di carne mi è poi rimasto in gola provocandomi problemi respiratori”. Per fortuna all’interno del ristorante era presente la squadra della Ternana: ”Un attimo prima di iniziare a mangiare uscii fuori a telefonare e vidi arrivare al ristorante alcune giocatrici della Ternana che per giunta avevo arbitrato”. È stata proprio una calciatrice di quella squadra a salvarla: “A un certo punto mentre soffocavo vidi arrivare verso di me una giocatrice, Pamela Presto, che mi ha eseguito la manovra di disostruzione tramite alcuni colpetti che mi hanno fatto sputare il pezzo di carne; non smetterò mai di ringraziarla, non sono sicura che ce l’avrei fatta senza il suo intervento”. E sulla premiazione della calciatrice Pamela Presto: “Ho fatto una lettera di ringraziamento alla calciatrice inviandola alla Ternana per il tramite della Divisione Calcio a 5 e poi il presidente Montemurro ha pensato di dargli una targa di premiazione”.

Cosa è avvenuto subito dopo il salvataggio tra te e la giocatrice? “L’istinto della giocatrice è stato quello di fiondarsi verso di me e di tentare di farmi sputare il boccone. Dopo avermi salvato la vita l’istinto è stato quello di abbracciarci. Ci siamo anche concesse una battutina visto che durante la partita l’avevo ammonita per una trattenuta di maglia”.

Dopo l’accaduto in un tuo sfogo sui social hai citato la seguente frase “ognuno è artefice del proprio destino e siamo tutti appesi a un filo” intendevi esprimere un concetto particolare?

“Ho fatto una riflessione sul destino in generale, purtroppo capita spesso di morire soffocati o per cause inevitabili. La domenica prima della mia disavventura sono rimasti coinvolti alcuni operai veneti in un incidente sul lavoro ed è morto un mio conoscente. Ho quindi ricollegato questo brutto episodio al rischio che anche io ho corso, però ho avuto a differenza sua il destino dalla mia parte. Penso che ognuno di noi sia artefice della propria sorte fino a un certo punto, ci sono dei fattori imponderabili che spesso influiscono negli eventi in maniera definitiva. Lei per mia fortuna ha fatto il corso di primo soccorso esattamente una settimana prima dell’episodio e grazie alle competenze acquisite in tale occasione ha potuto salvarmi la vita. Quando due settimane dopo sono andata alla premiazione mi sono fermata allo stesso ristorante e ho riordinato lo stesso piatto, volevo a tutti i costi finirlo”.

Come hai deciso di dedicarti all’arbitraggio?

“Sono sempre stata una grossa appassionata di calcio. Sono arbitro dal 2008 e la mia decisione di iniziare ad arbitrare l’ho presa da un giorno all’altro. Ho deciso di fare il corso a ventisei anni, e ho accettato la proposta di potermi mettere in gioco con il calcio a 5. All’inizio questo sport lo avevo visto solo nei palazzetti, ma una volta entrata in campo me ne sono innamorata. La sua bellezza sta proprio nella rapidità nella quale si svolge la gara; in un attimo può esserci un ribaltamento di fronte e devi sempre essere pronto in ogni evenienza a prendere decisioni importanti. Ho iniziato a livello sezionale, poi sono passata in regione e ora sono al quarto anno nazionale. Quest’anno ho diretto la finale di coppa Italia femminile a Bari, un playoff di serie B e ho fatto da crono in semifinale scudetto. A me diverte tantissimo arbitrare, è la mia passione”.

Le foto ci sono state segnalate da Elena Lunardi

"Diventerò il rimpianto di chi mi ha fatto credere di non essere abbastanza"