Home / APPROFONDIMENTI  / “ECCO PERCHE’ HO SCHIERATO LA MIA SQUADRA IN NOVE”. PARLA L’ALLENATORE DEL GESTO DI FAIR PLAY

“ECCO PERCHE’ HO SCHIERATO LA MIA SQUADRA IN NOVE”. PARLA L’ALLENATORE DEL GESTO DI FAIR PLAY

Ha destato grande stupore il gesto di Pierluigi Lubrano, o Hierro come lo chiamano tutti per via della somiglianza con l’ex giocatore di Real Madrid e Spagna, che settimana scorsa, nel campionato Allievi in provincia di Cagliari, ha deciso di schierare la sua squadra, l’Audax Frutti D’Oro, con nove elementi quando ha saputo che l’avversario, il Gergei poteva disporre di soli nove giocatori. Un gesto spontaneo e naturale come lo ha definito lo stesso Hierro, raggiunto telefonicamente dalla nostra Redazione.

Innanzitutto come è nata l’idea di far scendere in campo la tua squadra con lo stesso numero di giocatori degli avversari, quindi in nove ? E’ stato un gesto assolutamente spontaneo. Abbiamo visto arrivare al campo la squadra avversaria con soli nove giocatori. Ho chiesto al Mister della squadra avversaria se aspettassero qualche altro elemento, ma lui mi ha confermato che erano solamente in nove. Così anche io ho pensato di schierare la mia squadra con nove elementi. Il mister dell’altra squadra è rimasto un pò sorpreso e ha cercato per un attimo di farmi desistere da questa mia decisione, ma io sono rimasto fermo. Quindi ho radunato la mia squadra, ho spiegato quanto stava accadendo e ho comunicato quello che avevo deciso”.

Come è stata la reazione dei tuoi ragazzi e dell’arbitro? I ragazzi non hanno avuto nulla da ridire, anzi hanno subito compreso che quella era la scelta giusta. Noi lavoriamo in un campo di periferia e ripetiamo spesso che la strada più facile spesso non è quella giusta. Però poi dobbiamo trasferire in gesti, in comportamenti positivi queste parole. Poi abbiamo avvisato l’arbitro, che è rimasto particolarmente stupito e mi ha detto che non gli era mai successa una cosa simile. Io gli ho fatto presente che se ci fossero stati degli ostacoli a livello di regolamento, sarei stato anche disponibile a far uscire dal campo due ragazzi, per infortunio, a partita iniziata. L’arbitro si è mostrato molto disponibile perchè ha capito il nostro gesto”.

Come si è svolta la partita ? Ne è uscita una bella partita, molto vivace, davvero una bella pagina di sport. La partita si è conclusa sul risultato di 3 a 3, noi siamo andati sotto per 3 a 1, poi siamo riusciti a pareggiare. Una partita vera, giocata bene da entrambe le squadre”.

Pierluigi, parliamo un pò di te. E’ vero che sei soprannominato Hierro, come l’ex giocatore del Real Madrid ? E’ vero! E’ un soprannome che mi porto dietro da 21 anni. Pensa che ormai anche mia madre e mio padere mi chiamamo Hierro! Così come pure i professori a scuola, il sacerdote. Tutti mi conoscono con questo nome. Ricordo che da piccolo, un mio amico mi mise questo nomignolo perchè sono moro e abbastanza alto, però un pò lento. Questa era una mia caratteristica. Poi, guardando il campionato europeo del 1996, nella Spagna giocava Fernando Hierro, e il mio amico ci vide una sommiglianza e questo nome è diventato per me un nuovo battesimo”.

Pierlugi, anzi Hierro, lavora come commerciale nel gruppo Eni e gira spesso l’Italia. Per questo motivo si fa in quattro per garantire la sua presenza agli allenamenti e alle partite. “Devo pianificare quasi scientificamente i vari impegni di lavoro e gli appuntamenti che ho in giro per l’Italia con gli orari degli allenamenti. Noi ci alleniamo due volte a settimana più la partita di campionato. Ci alleniamo al campo che si trova a Frutti d’Oro, una frazione del Comune di Capoterra, a circa 20 km da Cagliari. E’ un campo di terra battuta, all’interno dell’oratorio”.

Quali difficoltà si incontrano ad allenare in periferia?Circa 10 anni fa nel territorio di Capoterra c’erano ben quattro squadre e tutte facevano la categoria Allievi. All’epoca c’erano circa 80 ragazzi che venivano coinvolti. Oggi, invece, ci ritroviamo ad avere solo due squadre: ci siamo noi e la Vigor Capoterra, in tutto saranno circa 40 ragazzi. Per poter formare la squadra Allievi, abbiamo dovuto aggregare dei ragazzi della categoria Giovanissimi. Tant’è che in campo, ogni domenica, schiero in campo due ragazzi del 2003, quindi più piccoli degli altri. Ovviamente in alcune situazioni la differenza si nota, però quest’anno deve essere un anno di crescita per tutti i ragazzi. Ecco, quindi la prima difficoltà è stato questo, cioè riuscire a costituire un gruppo per poter affrontare il campionato”.

In conclusione ci parli un pò dei tuoi ragazzi ? Sono dei ragazzi genuini, molto attivi. Con orgoglio hanno subito raccolto la sfida e hanno compreso le difficoltà di operare in periferia, manifestando il desiderio di poter far qualcosa di buono pur non stando in una situazione agiata. E questa è per me la soddisfazione più grande di questa stagione calcistica. Poi quando ho prospettato a loro la decisione di giocare in nove, stando comunque in una posizione di classifica difficile, tutti hanno compreso che quella era la decisione più giusta. Ecco questo per me vale più di ogni altra vittoria di partita o di campionato”. 

Leggi l’articolo del gesto di fair play

CAMPIONATO ALLIEVI, GLI AVVERSARI SI PRESENTANO IN NOVE. ECCO COSA FA LA SQUADRA DI CASA

Fonte foto Facebook

Il miglior modo per predire il futuro è crearlo!