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Quando Di Canio disse di no a Ferguson nel giorno di Natale

Si dice nella vita certi treni passino solo una volta. Durante le vacanze natalizie del 2001 e del 2002, Paolo di Canio si ritrovò a dover effettuare una scelta importante per il prosieguo della sua carriera agonistica, ma fece prevalere il cuore piuttosto che la ragione. Proponiamo, dunque, ai nostri lettori questo simpatici siparietti attraverso cui sottolineiamo la vittoria dei valori affettivi nello sport rispetto alle lusinghe di un club blasonato: di seguito, i colloqui telefonici tra Di Canio e Sir Alex Ferguson, allora manager del Manchester United disposto a tutto pur di portare l’italiano alla sua corte, con particolare risalto alle parole dell’attuale commentatore Premier League per Sky nel suo ricordo specifico.

“Quando ero al West Ham nel 2001, il giorno di Natale mi arrivò una telefonata all’ora di pranzo. Risposi e dall’altro lato della cornetta udii una voce cupa con l’accento scozzese. Dissi in inglese ‘Chi parla?’ Mi sentii rispondere: ‘Sono Alex’. ‘Alex chi?’ ‘Alex Ferguson’. Risposi con parolacce in italiano, perché pensavo fosse lo scherzo di un amico. Non potevo credere che Alex Ferguson potesse chiamare me, a Natale. Invece, lui continuò a parlare e la cosa diventò seria: ‘Vuoi venire da noi?’ ‘I can’t! È un grande onore, ma voglio restare al West Ham e chiudere la mia carriera qui!’

Natale dell’anno dopo: stessa telefonata, stesse parolacce perché dopo averlo raccontato agli amici credevo fosse uno scherzo, stavolta. Per fortuna, Ferguson non capiva l’italiano. Voleva ancora portarmi a Manchester. Mi disse che se fossi andato allo United avrei giocato dietro Van Nistelrooy. Fui veramente tentato, ma ancora una volta qualcosa dentro di me mi bloccò. Quindi ringraziai e risposi di no un’altra volta. Venni a sapere che disse ad alcuni che fui uno dei suoi tre grandi rimpianti e questo mi rese molto orgoglioso. Con il passare del tempo, più volte ho pensato a cosa sarebbe successo se avessi firmato per il Manchester che era una delle squadre più forti al mondo. I miei amici e familiari mi hanno detto spesso in questi anni che sono stato un folle a rifiutare quella proposta. Anche io mi chiesi ‘Sono stato un pazzo a dire di no?’ La risposta è stata “Sì, sono stato pazzo, ma pazzo d’amore per il West Ham”.

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Ingegnere elettronico di primo livello. Giornalista pubblicista dal 26 novembre 2015