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Under17, il presidente li esclude per cattiva condotta: “I giovani di oggi hanno perso i valori, se poi i genitori litigano sugli spalti…”

In una società priva di valori e che abitua i più piccoli ad avere tutto e subito contrariamente a quanto accadeva in passato ecco un esempio da seguire per tutti e che ha permesso ad una bella realtà italiana di guadagnare gli onori della ribalta per il coraggio e per la volontà di rimetterci soldi e perdere iscritti pur di dissociarsi da comportamenti totalmente contrari allo spirito che ha spinto il club ad investire su un territorio vasto ed importante. L’Academy Novara, come riportato anche dalle cronache nazionali, ha ritirato la squadra under17 rea di aver offeso la classe arbitrale e di non aver rispettato gli avversari nel corso delle partite disputate nelle scorse settimane, un gesto doveroso dettato anche dalla scarsa collaborazione di buona parte dei genitori che hanno snobbato l’invito della società senza capire che poteva essere l’occasione giusta per riportare i figli sulla retta via. Il bellodellosport ha contattato patron Antonino Sarchiello che, pur contento dei tanti attestati di stima ricevuti anche da professionisti di spessore che lavorano in serie A, ha commentato quanto accaduto con palpabile e comprensibile amarezza:

Presidente, una scelta coraggiosa…

“Sì, coraggiosa e doverosa. Anzitutto ci tengo a chiarire che noi siamo l’Academy Novara, non lavoriamo per la prima squadra: c’è stata un po’ di confusione in queste ore, era una precisazione necessaria. Tornando alla domanda mi duole ammettere che è stata una sconfitta per tutti. Nel nostro progetto è incentrato sull’educazione, lo studio, il rispetto e l’esaltazione di valori che purtroppo si sono persi rispetto al passato. I nostri ragazzi dell’under17 avevano già commesso degli errori piuttosto gravi; al termine della penultima partita, ad esempio, erano entrati nello spogliatoio dell’arbitro sottraendogli con forza e arroganza molti oggetti personali. Mi sono arrabbiato, ho “minacciato” il ritiro della squadra e non mi hanno preso sul serio. Quando uno dei nostri ha preso a pugni un avversario ho capito che non c’era altra scelta. I complimenti per il coraggio fanno piacere, ma resta una pagina nerissima per il calcio giovanile e italiano. Ci sono realtà come la nostra in cui i presidenti investono di tasca propria e fanno sacrifici, ma qualcuno non capisce quanto sia privilegiato”

Come hanno reagito i genitori?

“Anche questa è una nota dolente. Prima di assumere la decisione avevo convocato tutti i genitori con la speranza di avviare un dialogo finalizzato ad aiutare i figli. Posso dire che si sono presentate pochissime persone, evidentemente a qualcuno va bene avere un ragazzo maleducato o che vive senza regole. La società moderna è cambiata molto, oggi anche i giovanissimi fanno quello che vogliono, non hanno freni e trascorrono le giornate con gli smartphone, la play station e con la pressione di padri e madri che pensano di avere in casa il futuro Cristiano Ronaldo. Fino a quando i genitori saranno i primi a litigare sugli spalti costringendoci, a volte, a non convocare il figlio per evitare problemi e finché non si capirà che a questa età devono divertirsi senza giocare con l’ansia del risultato non riusciremo mai a fare il salto di qualità. L’auspicio è che da questa triste vicenda possano almeno imparare qualcosa”

Scuola, genitori e società moderna certo non aiutano i giovani a crescere in modo sano e maturo…

“Assolutamente. Penso spesso alla mia esperienza e al mio percorso. Ho iniziato a giocare molto giovane e per me era emozionante calcare anche un campo di terra battuta e disputare partite sotto la pioggia o nel fango. Dopo la scuola non vedevo l’ora di raggiungere i miei compagni per fare allenamento e divertirmi allontanando dalla mente ogni sorta di problema. Oggi, invece, è diverso: si presentano spesso con un atteggiamento svogliato o presuntuoso, alle spalle non sempre sono seguiti nel modo giusto e non danno valore alle cose, quasi come se fosse tutto dovuto. Qui, a spese mie, ho creato una struttura con tre campi di erba sintetica:  i comuni non danno una mano alle piccole società e ho messo mano alla tasca anche per aiutare tanti giovani del territorio. Vedere questi episodi fa male e mi dispiace anche per quei 5-6 ragazzi più educati e corretti che, purtroppo, hanno dovuto interrompere la loro avventura. Restituiremo loro la quota versata, li abbiamo già aiutati a trovare un’altra sistemazione”

Cosa può insegnare una vicenda del genere?

“Anzitutto fa piacere se ne parli anche a Salerno, a così tanti chilometri di distanza. Colgo l’occasione per salutare il mio amico Salvatore Fresi che, come me, ha speso per creare una struttura che ospita tanti ragazzi: ci siamo affrontati in un torneo a San Siro, li abbiamo premiati e il loro comportamento è stato esemplare. Chi ha fatto calcio sa bene che oggi, e a questa età, non ci interessa allenare il futuro Cristiano Ronaldo, ma seguire i ragazzini nel delicato percorso di crescita sperando che capiscano che la vita come lo sport è fatta di sacrifici e comportamenti sani. Tutto va guadagnato col sudore della fronte, ogni cosa ha un suo valore e non va sottovalutata. Faccio un esempio che fa capire quanto i giovani di oggi siano diversi da come eravamo noi. Prima di una partitella di allenamento ho promesso che ai vincitori avrei regalato un ghiacciolo: qualcuno mi ha guardato quasi infastidito, come fosse un regalo di poco conto. Alla mia età, quando facevamo le porte con gli zaini e i palloni erano fatti di carta di giornale, bastava veramente poco per farci correre a mille all’ora. Speriamo che si possa tornare a quei tempi e che la tristezza di questi giorni possa trasformarsi in un sollievo. Vorrebbe dire che i protagonisti della vicenda hanno capito e trarranno beneficio per il futuro”

Per loro comunque avventura finita con voi?

“Assolutamente sì, abbiamo principi sani e chi non rispetta i canoni della nostra società pensando di essere un fuoriclasse o di fare come vuole può restare tranquillamente a casa a giocare alla Play Station. Preso atto dell’accaduto non potevamo far finta di niente. L’auspicio è che tutte le altre categorie che alleniamo, soprattutto i bambini, capiscano il messaggio. E anche i genitori”

Gaetano Ferraiuolo

FONTE FOTO INTERNET