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PASQUALE VISCIDO: “MI BATTO PER UN CALCIO PULITO”

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Pasquale Viscido, è il primo vero prodotto di successo della Scuola Calcio San Giovanni Bosco, quando, a soli 16 anni, veste la maglia granata della Salernitana di serie C con gli allenatori Tom Rosati, Viviani e Leonardi. Oggi continua la tradizione della Società e la scuola calcio San Giovanni Bosco e Pasquale è il Responsabile tecnico. Pasquale si ritrova a fare il mestiere dell’allenatore perchè: “Giocavo a Messina, avevo trentasei anni. Non avevo voglia di smettere, ma Coscia mi chiamò. Erano gli anni del presidente Aliberti, di quella Salernitana. Non seppi resistere al fascino di ritornare alle origini e lasciai tutto per allenare. Ma erano i tempi in cui il settore giovanile granata era pieno di talenti e lo si faceva con l’interesse di scovare un campione o coltivare in casa un calciatore da far esordire in prima squadra. Con me hanno giocato, tanto per fare qualche nome Mazzeo e Molinaro. Con la Salernitana sono rimasto dieci anni e il mio obiettivo era quello di far migliorare i ragazzi, quello che si prefigge un allenatore di un settore giovanile professionistico. Ora, con la scuola calcio è più difficile allenare, ma noi cerchiamo di far giocare i nostri ragazzi e di farli divertire. Il dover vincere per forza non fa parte del nostro bagaglio culturale. Noi vogliamo e ci battiamo per uno sport pulito”. Ma che differenze ci sono tra le scuole calcio di un tempo rispetto a quelle di oggi? “Una volta le scuole calcio non nascevano per guadagnare, ma lo si faceva per passione con la speranza di poter trovare, tra i tanti, un ragazzo da poter cedere ad una formazione professionistica. Questo ripagava di ogni sacrificio. Oggi il calcio, anche a livello di scuole calcio è un “business”. Per me sono poche tre ore a settimana per insegnare calcio, bisognerebbe che i ragazzi giocassero anche da soli, anche così si migliora tanto. Anche la strada insegna molto. Perchè se devi provare a saltare l’uomo lo puoi fare senza che nessuno ti ricordi che devi giocare la palla di prima”.

Il pugile: “Come sto andando?”. L’allenatore: “Se l’ammazzi fai pari”. (Beppe Viola)