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Saul Vadalà (ct Naz. Hockey Carrozzina): “Il successo del Mondiale è un punto di partenza per questo sport”

E’ stata un’emozione troppo grande. Sia in semifinale contro la Germania che in finale contro la Danimarca, ho seguito i rigori abbracciato al pubblico e con le spalle rivolte al campo. Poi l’esplosione di gioia dopo il rigore decisivo e il pianto di tanti genitori presenti sugli spalti. In quegli attimi non ho capito più niente e la mia prima reazione è stata un pianto liberatorio”. Il  Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di Hockey in carrozzina, Saul Vadalà, a distanza di una settimana dallo storico successo mondiale di Lignano Sabbiadoro, così esordisce ai nostri microfoni. Con lui riavvolgiamo il nastro di questo ciclo, partito quattro anni fa: “Abbiamo lavorato tanto in questi anni, un lavoro duro che ci ha consentito di arrivare a questo successo nel quale credevamo ma eravamo consci delle difficoltà perchè gli avversari sono di ottima caratura. Ad eccezione del Canada, squadra esordiente in questa competizione, le altre contro di noi danno sempre il cento per cento. E’ stato fatto un lavoro enorme, dai campionati europei ai mondiali i ragazzi hanno fatto un salto di qualità determinante, sono maturati come gruppo e da gruppo sono diventati una squadra. Sono passati ad un livello superiore, hanno compreso i propri ruoli, hanno imparato a capire che la maglia della nazionale ce l’avevano sempre cucita addosso”. Parliamo dell’aspetto tecnico: l’eliminazione della favorita Olanda in semifinale ha spianato la strada dell’Italia verso il successo: “L’Olanda è la bestia nera di tutti, la squadra più forte. L’Olanda aveva perso solo una partita, la finale mondiale contro la Germania nel 2010, proprio a Lignano. Poi sempre vinto, quindi campione d’Europa e del mondo in carica. Contro di loro abbiamo giocato nel girone, abbiamo preferito tenero ritmo basso, evitando uno scarto eccessivo di gol per non essere svantaggiati nella classifica avulsa. La tattica ci è riuscita fino a pochi minuti dalla fine della partita, poi loro sono stati bravi a castigarci e a vincere per 4 a 0. Comunque il nostro primo obiettivo era raggiungere le semifinali e poi, eventualmente, giocarci la finale contro l’Olanda. Le cose sono andate diversamente: la Danimarca, altra squadra cresciuta notevolmente, ha fatto lo sgambetto agli olandesi e così è arrivata in finale contro di noi. Conoscevamo già i danesi, che abbiamo affrontato in amichevole, vincendo, prima del Mondiale. Una squadra ben equilibrata con ottime individualità”. 

La vittoria del Mondiale deve essere un punto di partenza per l’Hockey in carrozzina: “Questo sport vive grazie alla passione smisurata di tanti ragazzi, dei loro genitori e delle rispettive società. Da diversi anni il CIP (Comitato Italiano Paralimpico, ndr) sostiene le nostre attività ed è al nostro fianco. Dagli Europei ai Mondiali abbiamo avuto la possibilità di potenziare lo staff e diventare più ‘professionisti’, anche se non lo siamo a tutti gli effetti. Questo sport, soprattutto a livello internazionale, deve essere vissuto in questo modo se si vogliono ottenere dei risultati importanti. Sicuramente siamo usciti da quell’armadio in cui ci tenevano nascosti!”.

Dopo il primo storico successo Mondiale, si parla di una possibile premiazione degli azzurri da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ma il ct Vadalà guarda già avanti e agli impegni che vedrà protagonista la Nazionale: “La prossima competizione di un certo rilievo è il campionato Europeo che si giocherà nel 2020. Non sappiamo ancora quale sarà la nazione che organizzerà gli Europei, ma noi dobbiamo continuare a lavorare come abbiamo fatto in questi anni. Questa è la nostra ricetta”.

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