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PER L’ALMA SALERNO NON BASTA UNA PROVA DI CARATTERE. CIAMPINO PASSA AL PALA TULIMIERI

L’Alma gioca e non finalizza. Ciampino attende sorniona, lascia sfogare e capitalizza. Al Pala Tulimieri i granata fanno harakiri, penalizzati da tanti – troppi – errori. Ciampino all’intervallo è avanti 4-0. Il passivo è larghissimo ma ingeneroso. Fino a 2’50” dalla sirena dell’intervallo, infatti, l’Alma Salerno è pienamente in partita. Costretta subito a rimontare, complice un’incertezza tra i pali di Simeone che non trattiene e innesca il tape-in di Everton, la squadra di Mainenti attacca a testa bassa, è audace in pressing sul portatore di palla avversario. La strategia pare premiarla, perché l’Ardenza Ciampino, seconda forza del campionato imbottita di stranieri, è spesso costretta a lanci lunghi oppure a disfarsi del pallone. Prima di capitolare la seconda, terza e quarta volta, i granata costruiscono palle gol di pregevole fattura ma non concretizzano: falliscono a più riprese il colpo dell’1-1 Spisso in tap-in ravvicinato, Milito con un tiro cross sul quale Peluso appostato sul secondo palo non riesce ad avventarsi, Mansi in contropiede tre contro uno, di nuovo Spisso  su calcio di punizione accordato dagli arbitri dopo il retropassaggio del laziale Abraham al proprio portiere. Sorniona, lucida e un pizzico fortunata, Ciampino riparte e fa male. Pacileo in prodigioso tackle si sostituisce al portiere e rimedia ad un errore in palleggio di Spisso. Sul susseguente calcio d’angolo, però, c’è troppo margine tra il difensore ed Everton che “buca” Simeone da due passi. Il portiere, a mano aperta, salva il gol dello 0-3 su una ripartenza del Ciampino, dopo l’ennesima azione in volata dell’Alma che Milito conclude con un diagonale di destro, di poco a lato. Il portiere granata, però, incappa nell’infortunio quando perde contatto con il pallone calciato con l’esterno da Terlizzi, di collo esterno destro. Al terzo gol fa seguito immediatamente lo 0-4 degli spietati laziali, ma c’è la complicità enorme dell’Alma. Dopo il rilancio del portiere dell’Ardenza, che spiove lontano dall’area di rigore granata, Simeone abbandona i pali per intervenire da difensore aggiunto. Sul pallone non va di testa ma di petto e non riesce a respingerlo in fallo laterale. L’Ardenza raccoglie e fa gol con Mattarocci: la conclusione viene respinta prima dal ginocchio e poi, di rimpallo, dalla mano di Raffone ma il direttore di gara decide nella circostanza di ammonire il difensore dell’Alma. All’intervallo, il presidente Marco Bianchini fa coraggio ai calcettisti salernitani. L’Alma si rituffa coraggiosamente in attacco ma la porta pare piccina, piccina: la squadra di Mainenti va al tiro con regolarità, dopo i fraseggi, ma le conclusioni sono fuori bersaglio. Neppure il tempo di recriminare e l’Ardenza Ciampino passa all’incasso: il diagonale da destra a sinistra di Terron non lascia scampo a Simeone. A metà frazione, l’Alma è già gravata da limite di falli (5). E continua pure ad essere sfortunata: al 12’, il calcio di punizione di Mansi incoccia la traversa, a portiere battuto. Fuori bersaglio di un’inezia anche il tiro di destro fiondato all’incrocio da Calabrese, dopo una bella percussione (13’). Poi Vailati si supera deviando col piede destro, d’istinto, il piazzato di Calabrese. Il sesto fallo di squadra per l’Alma lo commette capitan Peluso. Sul dischetto del tiro libero si presenta Funes ma lo ipnotizza il giovane Carpentieri, subentrato a Simeone nel corso del secondo tempo: pallone sul palo. Capitola, però, ad 1’37” dal termine – rete di Dominici- dopo che l’Alma a 2’25” dallo scadere aveva realizzato il gol della bandiera con Calabrese. Finisce 6-1 per l’Ardenza e il tecnico dell’Alma, prima di voltare pagina, tira le orecchie alla squadra: «Oggi, per la prima volta, l’Alma non mi è piaciuta affatto. In campo siamo stati deconcentrati e in settimana abbiamo fatto altrettanto. Ora sotto con il lavoro, perché non possiamo permetterci altri passi falsi. Adesso ci giochiamo il campionato: c’è lo scontro diretto al Campobasso il 5 marzo ma non c’è solo quello. Sabato si va a Saviano, avversario ostico, e il 12 marzo c’è il Torrino fuori casa. Tre partite – non una sola – vanno affrontate allo stesso modo, cioè con l’atteggiamento da guerrieri. Si prepara una partita per volta e il prossimo ostacolo si chiama Saviano. Prepariamoci ad essere diversi: prima con la testa e poi con le gambe. Ritorniamo ad essere l’Alma che conosco».

Sempre in corsa per la salvezza e sempre agganciata alla zona sicurezza ma “condannata” adesso a far punti per respirare, l’Alma Salerno si giocherà tanto sabato 27 febbraio a Saviano (ore 15) e tutto o quasi il 5 marzo, al Pala Tulimieri contro il Campobasso. I molisani, ultimi in classifica nel girone E, sono stati battuti 5-4 a domicilio dal Brillante Torrino. La classifica ai piani bassi non s’è mossa: Saviano 15 punti, Alma 10, Campobasso 6. Adesso, però, i jolly sono finiti: dal prossimo match – e per tre turni di fila – le vittorie valgono doppio.

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