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Dopo il daspo alla mamma, sorpresa per l’arbitro: “Mi spiace che non possa vedere il figlio”

E’ una cosa inaccettabile, soprattutto a livello di calcio giovanile. I bambini o i ragazzi, a quest’età, devono solo pensare a divertirsi“. Con Mario Fantini, dirigente della società Corte Calcio, riavvolgiamo il nastro e torniamo sullo spiacevole episodio che ha visto come protagonista negativa una mamma che ha inveito contro una ragazzina-arbitro durante una partita di campionato Giovanissimi (età 12/13 anni).

Non ero presente in quel momento, mi è stato raccontato ma l’audio del video che ha fatto il giro del web è chiaro ed evidente: si è trattato di un insulto sessista voluto e reiterato. Io non ci sto a questo modo di seguire il calcio da parte dei genitori. E’ una cosa che mi infastidisce e non poco. L’arbitro, una ragazza giovanissima, ha appena 16 anni mentre i ragazzi in campo ne hanno 13. Parliamo di arbitri alle prime esperienze, appena usciti dal corso di arbitro. Il livello è paragonabile ad un bambino che gioca ai primi calci. Gli arbitri ufficiali dell’Aia partono dalla categoria Giovanissimi e quindi c’è un margine di errore più elevato, essendo alle prime armi. Ma è normale che sia così”, lo sfogo amaro del dirigente piacentino, che poi prosegue: “I ragazzi sono cresciuti a pane e pallone, erano in campo a divertirsi e non hanno percepito quello che stava succedendo in tribuna. Anche nei giorni successivi tutti i ragazzi, compreso il figlio della mamma che abbiamo allontanato, peraltro un ragazzo educatissimo, si sono allenati serenamente, senza alcuna ripercussione psicologica”.

Dopo che la notizia si era ormai diffusa, la mamma in questione ha contattato Fantini: “Ha sostenuto che l’arbitro stava commettendo troppi errori“, rivela il dirigente, “forse non si è resa conto della gravità del suo gesto. Come società le abbiamo chiesto di accompagnare semplicemente il figlio agli allenamenti e alle partite e poi di tornare a riprenderlo. Per adesso sta rispettando il daspo che la società le ha dato per questa stagione. Vedremo, poi, per la prossima stagione. Abbiamo cercato di dare un segnale positivo, con questa decisione, e spero che possa servire come messaggio anche gli altri. Per noi come società è finita qui e ci auguriamo di aver abbassato un pò i toni e possiamo riprendere finalmente il nostro cammino“.

Ma allora cosa si può fare per migliorare il clima sugli spalti durante le gare di calcio giovanile? “Ad assistere ad episodi come questi mi viene lo sconforto, sembra quasi una partita persa. E’ un problema di cultura sportiva. E’ sufficiente che i genitori vengano a vedere i propri figli, senza badare al risultato e pensare esclusivamente che i bambini in campo si divertono. Il risultato non conta, a maggior ragione nelle primissime categorie“.

Per chiudere la questione, la società Corte Calcio ha organizzato una sorpresa per l’arbitro, la 16enne Martina Felici, presso la sede della Sezione Arbitri di Piacenza: “La ragazza non sapeva nulla, mi sono messo d’accordo con il Presidente dell’Aia locale. Le abbiamo regalato una maglia nera da arbitro, accompagnata dalla frase ‘A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso‘”.

Intervistata dalla Redazione del magazine SportPiacenza, alla domanda “Se oggi rivedessi questa signora cosa vorresti dirle?”, ecco la risposta posata di Martina: “Che io continuo ad arbitrare, perché la mia passione viene prima di tutto. Dico la verità, mi spiace anche che non possa più andare a vedere le partite del figlio“.

Matteo Esposito

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